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Lo Stadio Berta

Comune di Firenze · 39 pages · text from the file's own layer

This illustrated dossier from the Comune di Firenze, edited by R. Martellacci and E. Pieri, covers the Stadio Giovanni Berta (now Artemio Franchi) in the Campo di Marte district of Florence. It does not give a date. Engineer Pier Luigi Nervi designed the stadium, which was built between 1930 and 1932. The dossier places it among Florence's fascist-era architecture and describes its reinforced concrete structures and the renovation done for Italia '90. It ends with a bibliography and a list of archival sources.

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Le nuove architetture fasciste
Il fascismo investe con decisione sull'architettura pubblica, rinnovando profondamente il volto della città
con opere ed infrastrutture rilevanti per dimensione, funzionalità e linguaggio.Il duce e il suo ministro delle
Comunicazioni Costanzo Ciano affidano un ruolo strategico alla città sul versante del trasporto ferroviario.
Nel 1932 viene bandito il concorso per il fabbricato viaggiatori della stazione di Santa Maria Novella (vinto
contro ogni pronostico dal giovane e sconosciuto Gruppo Toscano, capeggiato da Giovanni Michelucci) la cui
realizzazione si inserisce all'interno di una vasta e funzionale area ferroviaria che comprende il palazzo delle
poste, la squadra rialzo, il deposito idrico (tutte e tre opera di Angiolo Mazzoni) e la palazzina reale di Giovanni
Michelucci; in tale contesto emerge la centrale termica con cabina apparati (Angiolo Mazzoni, 1932-1934),
emblematica per la modernità e lo stile al contempo futurista e costruttivista.Altri edifici, significativi per il
gusto moderno introdotto nel panorama cittadino, sono destinati allo sport (oltre allo stadio Berta, si ricorda
la sede della GIL con attrezzature tra le più moderne dell'epoca), allo spettacolo (il cinema Puccini annesso alla
Manifattura Tabacchi del 1933-40 ed il Teatro comunale del 1933, progettati rispettivamente dai tecnici del
Monopolio e da Aurelio Cetica e Alessandro Giuntoli) ed infine alle infrastrutture militari: tra queste emerge
per qualità e funzionalità la Scuola di guerra aerea di Raffello Fagnoni (1937-39), vasto complesso in mattoni
perfettamente inserito nel verde delle Cascine.

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