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Lo Stadio Berta

Comune di Firenze · 39 pages · text from the file's own layer

This illustrated dossier from the Comune di Firenze, edited by R. Martellacci and E. Pieri, covers the Stadio Giovanni Berta (now Artemio Franchi) in the Campo di Marte district of Florence. It does not give a date. Engineer Pier Luigi Nervi designed the stadium, which was built between 1930 and 1932. The dossier places it among Florence's fascist-era architecture and describes its reinforced concrete structures and the renovation done for Italia '90. It ends with a bibliography and a list of archival sources.

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Lo stadio "Giovanni Berta": le prime vicende
Una prima idea per un nuovo stadio venne proposta nel 1929 al Comune di Firenze dalla Impresa Anonima
Cementi Armati di Genova che fornì un progetto di ispirazione secessionista da realizzarsi nella zona delle Cascine
(pressi di via Tartini). Successivamente, su richiesta del gruppo rionale fascista G. Berta, venne prescelta un'area
nel quartiere delle Cure. Nel 1930 l'amministrazione comunale ottenne la restituzione da parte del Ministero
della Guerra di una vasta area di terreno e, abbandonata l'idea dello stadio alle Cure, decise la realizzazione della
nuova infrastruttura sportiva al Campo di Marte, zona preferibile anche per la vicinanza della stazione ferroviaria.
Alla luce della nuova sistemazione, le proporzioni del progetto cambiarono radicalmente: la pista di atletica venne
omologata secondo le nuove norme di settore e il progetto delle tribune, fornito dai Servizi Tecnici del Comune e
già approvato, venne modificato estendendone la copertura fino a 110 m.; il ripiano del parterre fu elevato a m.
2,65 per permettere la circolazione e l'accesso del pubblico sotto le gradinate e si pensò infine alla costruzione
della Tribuna d'onore. All'Ufficio Tecnico del Comune, diretto dagli ingegneri Pelleschi e De Reggi, spettò la cura
della disposizione generale del campo da gioco, delle sistemazioni interne e della distribuzione dei locali. Sotto
la tribuna coperta dovevano essere dislocati, su due piani, i servizi per le gare sportive e gli spazi per la gestione
dell'impianto; sotto le gradinate erano invece previsti due grandi palestre, di cui una di m. 140 x 10 con le corsie per
l'allenamento invernale delle corse podistiche, il gabinetto medico sportivo, spogliatoi e servizi igienici, abitazioni
per gli atleti con camere e sale di soggiorno. All'ing. Alessandro Giuntoli venne assegnato il progetto dell'ingresso
principale, di spiccato sapore monumentale.

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